la griglia
martedì 17 giugno 2014
martedì 10 giugno 2014
Già negli anni 60 nella celebre canzonetta "Il ragazzo della via Gluck" veniva denunciata un'epoca di selvaggia cementificazione a scapito di territorio sempre più devastato. In particolare nel Nord Italia, che è stato luogo di sviluppo industriale ed economico, traino di tutta l'economia italiana, dove sono sorti capannoni industriali e centri commerciali, ora, causa la crisi economica, è una zona in forte sofferenza ed abbandono.
Si conta un numero impressionante di capannoni vuoti, dismessi, intere zone fantasma.
Compito dell'architetto è ripensare ad una nuova funzione per ridare vita a questi luoghi.
Questo è quello che tentiamo di fare nella riqualificazione dell'area dell'ex macello di Milano: oltre ad aver mantenuto alcuni edifici come memoria di quello che era, abbiamo pensato a un nuovo polo attrattivo per la città.
COMPUTO METRICO ESTIMATIVO
Per il progetto abbiamo deciso di demolire 22 edifici presenti nell'area, per un totale di 264.140 mc.
La spesa da affrontare per queste demolizioni è pari a 5.850.701 milioni di euro.
Sono stati invece costruiti 52.625 mq, per una spesa approssimativa che ammonta a 105.250.000 milioni di euro.
La spesa da affrontare per queste demolizioni è pari a 5.850.701 milioni di euro.
Sono stati invece costruiti 52.625 mq, per una spesa approssimativa che ammonta a 105.250.000 milioni di euro.
STUDIO DELLE OMBRE
"Perché la luce sia splendente, ci deve essere l'oscurità"
Francesco Bacone
Di seguito vengono riportati gli studi delle ombre generate dagli edifici di progetto, nei giorni 21 Dicembre e 21 Giugno, alle ore 9:00, 12:00 e 16:00.
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| 21 Dicembre ore 9:00 |
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| 21 Dicembre ore 9:00 |
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| 21 Dicembre ore 12:00 |
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| 21 Dicembre ore 12:00 |
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| 21 Dicembre ore 16:00 |
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| 21 Dicembre ore 16:00 |
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| 21 Giugno ore 9:00 |
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| 21 Giugno ore 9:00 |
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| 21 Giugno ore 12:00 |
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| 21 Giugno ore 12:00 |
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| 21 Giugno ore 16:00 |
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| 21 Giugno ore 16:00 |
martedì 3 giugno 2014
Un vecchio e un bambino si preser per mano
e andarono insieme incontro alla sera;
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera...
L' immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d' intorno non c'era nessuno:
solo il tetro contorno di torri di fumo...
I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva:
con l' anima assente, con gli occhi bagnati,
seguiva il ricordo di miti passati...
I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni,
i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
distinguer nei sogni il falso dal vero...
E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"
Un vecchio e un bambino, Francesco Guccini
https://www.youtube.com/watch?v=JXzUj6uLHz4
Questo è il grave problema di un territorio saturo e devastato con ormai pochi spazi verdi a disposizione: spazi vitali, necessari per il benessere psicofisico, per la salute dell'uomo.
Poichè ogni azione fa parte di una catena bisogna cercare di instaurare un circolo virtuoso che porti benefici in ogni campo.
Bisogna ripensare ad un nuovo modo di fare città, recuperando il vecchio, il fatiscente, rispettando l'ambiente naturale intorno senza così invadere nuove aree. Distruggere ciò che non ha più ragione di essere per ricostruire meglio di prima con l'ausilio delle nuove tecnologie a disposizione.
Natura e architettura devono convivere in armonia. Perchè come dice Le Corbusier "La felicità è un fatto di armonia". E a cosa tende l'uomo se non alla felicità ?
IL CENTRO PER LA CULTURA
All'interno del masterplan abbiamo posto particolare attenzione allo sviluppo dell'edificio per il centro per la cultura.
Inizialmente abbiamo collocato un unico grande edificio lineare in prossimità della strada a Nord dell'area, in modo da creare un nuovo fronte.
Successivamente, ispirandoci alla pianta del Liangzhu museum di Chipperfield, abbiamo reso l'edificio più dinamico dividendolo in quattro fasce minori e facendole slittare secondo l'opportuna maglia derivante dal disegno degli orti.
In seguito abbiamo conferito altezze diverse ai volumi per movimentare la costruzione.
Immaginando un edificio molto chiuso verso l'esterno e massivo è sorto il problema di come portare la luce all'interno.
Pertanto abbiamo deciso di illuminare l'interno dell'edificio tramite tre modalità: i patii, i lucernari e le aperture al piano terra.
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| edificio lineare, fasce, slittamento, altezza, bucature |
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| Pianta edificio centro culturale |
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